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FAQ

Quando i pazienti si recano nei nostri studi ci pongono molte domande riguardo ai trattamenti ai quali devono sottoporsi, alle patologie da cui sono affetti o, semplicemente, riguardo a informazioni utili di loro interesse (come lavarsi i denti nel modo giusto, qual è lo spazzolino più adeguato, etc.).

Abbiamo pensato di raccogliere le domande che ci vengono rivolte più spesso e di metterle a disposizione di tutti in questa sezione delle “domande frequenti” (o F.A.Q, acronimo di “Frequently Asked Questions” in inglese).

Speriamo così di poter aiutare più persone possibili a dissipare i dubbi più comuni riguardo alle visite dal dentista, alle patologie dentali e alle buone abitudini sull’igiene orale!

Trattamenti

E’ molto difficile rispondere a questa domanda poiché il costo del dentista dipende dal trattamento di cui si ha bisogno.

Dipende da paziente a paziente: alcune persone sono particolarmente soggette all’accumulo di placca e tartaro e, in questo caso, le sessioni di igiene orale professionale possono essere raccomandate anche una volta ogni sei mesi e - in certi casi - anche più di frequente.

La pulizia dei denti professionale (ablazione del tartaro) è eseguita dall’igienista dentale che, con l’aiuto di strumenti specializzati ad ultrasuoni, rimuove la placca e il tartaro sopragengivale.

Dipende dallo studio dentistico a cui ci si rivolge; tuttavia, in linea generale, il prezzo di una seduta di igiene dentale professionale risulta inferiore a 100 €.

La pulizia dei denti professionale (ablazione del tartaro) è eseguita dall’igienista dentale che, con l’aiuto di strumenti specializzati ad ultrasuoni, rimuove la placca e il tartaro sopragengivale.

Si tratta di una tecnica odontologica conosciuta anche come raschiamento o levigatura radicolare: si utilizza nel trattamento della parodontite, quindi quando il paziente presenta accumuli di placca e tartaro anche sotto la gengiva (formando così le tasche parodontali).

Ablazione del tartaro e curettaggio hanno lo stesso obiettivo: eliminare la placca e il tartaro dai denti e dalle gengive; la differenza principale tra queste due tecniche sta nella zona in cui si va a intervenire.

Se non ci sono particolari problemi (denti allineati in modo non corretto, problemi del linguaggio o della masticazione, eventuali traumi ai denti) la prima visita dentistica per un bambino dovrebbe avvenire attorno ai 3 anni di età.

Si tratta di un trattamento professionale che elimina le macchie dalla dentina dei “denti del sorriso” (vale a dire nella parte anteriore, da canino a canino), in un’unica seduta di circa un’ora e mezza.

Gli effetti dello sbiancamento dentale professionale di solito durano circa 12 mesi se il paziente realizza quotidianamente un’igiene orale efficace e non mette in pratica tutte quelle abitudini responsabili delle macchie e dell’ingiallimento dei denti (fumo, abuso di tè e caffè, etc.).

I prezzi per un trattamento di sbiancamento dentale professionale variano molto a seconda degli strumenti e prodotti che vengono utilizzati (tipo di lampada, di gel sbiancante, etc.) ...

L’impianto endosseo, chiamato più comunemente impianto dentale o semplicemente impianto (ma a cui spesso ci si riferisce come “perno”), è un dispositivo medico chirurgico composto da una vite in titanio ...

Nel caso di implantologia tradizionale è necessario attendere circa 3 o 4 mesi tra l’inserimento dell’impianto e il caricamento dello stesso con la protesi fissa; durante questo periodo quindi il paziente resta con lo “spazio vuoto” in corrispondenza dell’impianto inserito: per ovviare a questo problema, si può ricorrere a soluzioni di protesi rimovibili che non vadano a gravare sull’impianto appena inserito.

Tradizionalmente dopo l’inserimento dell’impianto sono necessari alcuni mesi perché lo stesso si osteointegri (l’impianto inserito si integra biologicamente con l’osso in modo stabile, attraverso un processo chiamato di “osteointegrazione”) e possa essere “caricato” con la protesi definitiva.

Una volta che l’impianto si è osteointegrato correttamente nell’osso è possibile montare la protesi definitiva, molto simile alla dentatura originale sia per colore che per forma e funzionalità.

Le corone dentali possono essere realizzate in materiali diversi:

  • metallo-ceramica
  • disilicato di litio
  • resina
  • metallo composito
  • zirconia

Dipende in primo luogo dallo studio dentistico a cui ci si rivolge: considerando il prezzo dell’impianto dentale in sé e l’intervento chirurgico che è necessario realizzare più i prezzi dell’abutment (moncone) e della corona dentale ...

Levigatura radicolare (o levigatura della gengiva) è un altro modo di riferirsi al curettage: è quindi un trattamento che si esegue dopo aver effettuato il sondaggio parodontale (un esame per determinare la presenza della parodontite e la sua gravità) e che prevede la rimozione del tartaro e del tessuto infiammato sotto gengiva.

E’ complicato sapere in maniera certa con anteriorità l’esito di un trattamento per una malattia così articolata.

La devitalizzazione di un dente è necessaria quando una carie raggiunge una profondità tale da intaccare la polpa dentaria ...

L’amalgama dentale è un materiale che veniva usato in odontoiatria per i trattamenti di conservativa: era impiegato quindi nelle otturazioni delle carie.

La gnatologia è una branca dell’odontoiatria; il suo nome deriva dal greco gnathos (mandibola) e logos (scienza), quindi può essere definita come “la scienza della mandibola”.

I terzi molari (che sono in tutto quattro) vengono chiamati “denti del giudizio” poiché, in linea di massima, fanno la loro comparsa già quasi in età adulta, più precisamente tra i 17 e i 25 anni (anche se possono spuntare prima o dopo).

Si tratta di una sedazione ottenuta grazie all’inalazione di una miscela di gas composta da ossigeno e protossido d’azoto (viene inalata attraverso una mascherina): in pochi minuti (circa 5) fa effetto, il paziente non è addormentato ma è vigile e collaborativo, perde la percezione del tempo ed il riflesso faringeo è ridotto.

Di solito se un bambino ha necessità di un trattamento di ortodonzia comincerà a mettere l’apparecchio attorno agli 11/12 anni di età: è in questo momento che - in linea generale - i denti definitivi hanno sostituito completamente quelli da latte.

Certamente, se fosse necessario (per motivi funzionali o anche semplicemente estetici) anche le persone adulte possono ricorrere a trattamenti di ortodonzia.

Chi ha la fobia del dentista soffre di odontofobia, una fobia piuttosto comune fra la popolazione: se per alcuni il timore del dentista si traduce in una leggera – ma comunque sopportabile – agitazione prima o durante la seduta, per altri il problema è molto più grave; talvolta l’odontofobia causa un’ansia così intensa che chi ne soffre evita direttamente di andare dal dentista, trascurando la salute del proprio cavo orale anche per diversi anni.

Sì, le mascherine aligner sono completamente trasparenti. A volte, perchè le mascherine facciano maggior “presa” è necessario applicare degli attachments cioè degli spessori di composito ...

Patologie

Con l’espressione malocclusione dentale si fa riferimento a un allineamento scorretto dei denti; possono esserci diversi tipi di malocclusioni dentali e - a prescindere dalla tipologia - questa condizione viene diagnosticata dal dentista.

Il morso aperto è un’alterazione facciale che comporta l’impossibilità di chiudere i denti frontali o posteriori perché non c’è contatto fra i denti anteriori e posteriori dell’arcata superiore con gli anteriori e posteriori dell’arcata inferiore.

Il morso incrociato (chiamato anche morso inverso) è una malocclusione piuttosto comune: si verifica quando vi è una relazione non corretta tra le ossa mascellari (osso mascellare superiore e mandibola) e/o un incastro dei denti che non avviene in maniera adeguata (i denti superiori si posizionano dietro a quelli inferiori quando si serra la mascella).

L’affollamento dentale è un’alterazione piuttosto comune: è il risultato di una discordanza fra la dimensione dell’osso mascellare (in lunghezza) e la dimensione complessiva occupata dai denti ospitati.

Il retrognatismo - chiamato anche sovramorso - è un’alterazione a causa della quale la mandibola occupa una posizione più arretrata del normale; inoltre è più piccola (a causa di una deficit nella crescita della mandibola) e l’osso mascellare superiore si trova in una posizione più avanzata rispetto all’inferiore.

Si tratta di un processo che causa la recessione della gengiva che “arretra” lasciando scoperta una parte del dente che in precedenza veniva invece coperta dalla gengiva stessa.

Il bruxismo è una parafunzione mandibolare persistente a cui ci si riferisce comunemente con l’espressione “digrignare i denti”; può manifestarsi anche di giorno sebbene il bruxismo notturno (mentre si dorme) sia più frequente e anche più difficile da controllare.

Le apnee ostruttive del sonno sono patologie respiratorie che portano chi ne soffre russare o a smettere di respirare per diversi secondi (apnea) durante il sonno; altri sintomi possono essere attacchi di sonnolenza durante il giorno.

Quando appare una carie è perché i tessuti dentali (smalto e dentina) sono stati distrutti e, di conseguenza, si produce una perforazione nel dente.

La parodontite è una malattia delle gengive, ovvero dei tessuti che tengono i denti fermi al loro posto; è chiamata anche periodontite o parodontopatia (nel passato veniva chiamata “piorrea”).

La gengivite è un’infiammazione superficiale delle gengive causata da un’igiene orale non adeguata (la placca si accumula formando il tartaro che, indurendosi, risulta impossibile da togliere con lo spazzolino e i batteri che lo compongono irritano le gengive).

Non è detto che un soggetto affetto da parodontite debba perdere i denti ...

Sì, anche i bambini possono avere la parodontite: è raro che un bambino piccolo soffra di parodontite, ma è comunque possibile, ad esempio se un’eventuale gengivite non viene diagnosticata e curata, passando a uno stadio più grave.

Igiene e cavo orale

Quando l’igiene orale è corretta non vi sono residui di placca o cibo fra i denti e le gengive sono rosee; tuttavia il tartaro e la placca si possono accumulare anche in aree del cavo orale difficili da controllare (dietro i denti, sotto la gengiva) e solo il dentista può rendersene conto ed intervenire.

L’ideale è lavarsi i denti per due minuti ogni volta; tuttavia non è importante solo la durata dello spazzolamento ma anche - e soprattutto - la tecnica; muovere lo spazzolino “avanti e indietro” (o da destra a sinistra) su tutta la superficie del dente è un’operazione sbagliata poiché, così facendo, non facciamo altro che “spostare” la placca da un posto all’altro.

Bisognerebbe lavare i denti almeno due volte al giorno, meglio se fossero tre: in linea di massima, andrebbero lavati dopo ogni pasto ...

Possiamo tenere come indicazione di cambiare lo spazzolino da denti ogni 3 mesi stando attenti però alla condizione delle setole della testina (sia dello spazzolino manuale sia di quello elettrico); se si dovessero deformare prima, bisogna cambiarla.

E’ molto difficile riuscire a rimuovere con efficacia la placca da alcune zone del cavo orale utilizzando solo lo spazzolino; per questo l’uso del filo interdentale risulta provvidenziale, poiché - se utilizzato correttamente - aiuta a rimuovere la placca dalle zone più difficili mantenendo come conseguenza il cavo orale più in salute.

Molti dentisti consigliano ai propri pazienti di passare allo spazzolino elettrico perché – dopo circa tre mesi di utilizzo – si può notare una riduzione della placca e del rischio di gengivite pari rispettivamente al 20% e all’11% rispetto alla spazzolino manuale.

Molte persone scelgono gli spazzolini con setole dure o medie perché hanno l’impressione che questo tipo di spazzolini sia in grado di rimuovere più placca rispetto a quelli con le setole morbide.

Se abbiamo un cavo orale perfettamente in salute, non c’è bisogno di utilizzare un colluttorio dopo essersi lavati i denti.

Si tende a pensare che i denti vadano lavati appena finito di mangiare: in realtà, vari studi hanno dimostrato che è meglio attendere circa una mezz’ora prima di spazzolare i denti dopo aver finito un pasto.

Lavare i denti ai bambini è fondamentale fin da subito: quando fuoriescono i primi denti è necessario cominciare già a lavarli, sia che il bimbo abbia un’alimentazione composta solo da latte (materno o artificiale) sia che abbia già iniziato con lo svezzamento e, quindi, con l’introduzione di cibi solidi nella dieta.

La placca batterica è una sorta di patina appiccicosa incolore che si deposita costantemente sulla superficie dei denti; è composta da resti di cibo, dallo zucchero degli alimenti e dalla saliva che -  combinandosi con altri minerali presenti nel cavo orale - originano questa patina che si attacca allo smalto e favorisce la comparsa della carie (per questo è importantissimo lavarsi i denti almeno 2 / 3 volte al giorno).

Nella bocca dell’essere umano ci sono diversi tipi di denti, ed ogni tipo ha una posizione ben precisa lungo l’arcata dentale e svolge una funzione specifica ...

I terzi molari (che sono in tutto quattro) vengono chiamati “denti del giudizio” poiché, in linea di massima, fanno la loro comparsa già quasi in età adulta, più precisamente tra i 17 e i 25 anni (anche se possono spuntare prima o dopo).

Ogni individuo ha i denti di un colore diverso (in alcuni casi le differenze sono significative ed altre sono appena percettibili) e tendenzialmente – nel corso della vita di una persona – questo colore si modifica naturalmente anche se ci possono essere dei fattori esterni che causano macchie o ingiallimento.

Fumare è molto dannoso non solo per i denti ma per tutto il cavo orale (e, più in generale, per tutto l’organismo): chi fuma non solo accumula più placca e tartaro ed è maggiormente soggetto allo sviluppo della carie, ma ha anche un alto rischio di denti ingialliti.

Le protesi (dentiere) rimovibili hanno bisogno di essere pulite accuratamente; per questo, è necessario ...

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